Salute - Acqua Cerelia
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PEDIATRIA

 

Università di bologna

Istituto di puericultura dell’Ospedale Gozzadini

ACQUA CERELIA NELL’ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO
Dott. Alessandro Zanasi – Idrologo – Policlinico S.Orsola Malpighi
Dott. Salvatore Cazzato – Pediatra – Policlinico S.Orsola Malpighi

L’acqua è un elemento essenziale per la vita e va considerata un vero e proprio “alimento”: somministrare acqua non significa solo rifornire il corpo di liquidi ma anche veicolare le molte sostanze che in esse sono disciolte.
Sul piano nutrizionale ne consegue che l’apporto idrico non può essere lasciato al caso, ma, al contrario deve essere regolato sia per quanto concerne la sua “quantità” sia per quanto riguarda la sua “composizione”, tenendo conto dell’età, del sesso, del tipo di attività fisica e delle caratteristiche bio-antropologiche dei diversi soggetti.
Queste semplici considerazioni, associate all’esigenza di avere una massima garanzia di sicurezza nell’alimentazione del bambino, spiegano la particolare attenzione che oggi viene prestata all’uso delle acque minerali in bottiglia in ambito pediatrico.
Non bisogna dimenticare infatti come nel bambino l’acqua rappresenti il 70-80% della massa corporea totale e svolga un ruolo fondamentale per il mantenimento dei meccanismi omeostatici, per la regolazione dell’equilibrio acido base nonché per lo sviluppo di un organismo in crescita.

Acqua corporea in base a età e sesso

feto

bambino

uomo

donna

anziano

85-90%

70-80%

60%

55%

40-50%

ACQUA OLIGOMINERALE CERELIA
L’acqua Cerelia sgorga a Cereglio nei pressi di Tolè (BO), località climatica immersa nel verde dei boschi a 700 metri sul livello del mare: Azienda sensibile nei confronti dell’ambiente, la Cerelia Sorgente Acque Minerali S.p.A., è stata la prima del settore, in Italia, ad ottenere la registrazione di:”Gestione Ambientale Verificata” per le sorgenti e la struttura produttiva (certificata EMAS).
L’acqua Cerelia viene classificata come acqua “oligominerale a prevalenza ionica bicarbonato-calcica,” è “povera di sodio”, pressoché priva di “nitrati” ed è caratterizzata da un contenuto in sali minerali particolarmente equilibrato.
La sua composizione chimico-fisica la rende di sapore gradevole e perfettamente tollerabile, conferisce all’acqua “un’azione diuretica” e “depurativa” consentendole inoltre di intervenire positivamente “nella preparazione degli alimenti dei neonati ed in età pediatrica”.
La naturale capacità dell’acqua Cerelia di svolgere una funzione salutistica, non è legata solamente ai macroelementi in essa disciolti ma anche alla presenza di elementi in traccia capaci di sostenere diverse e documentate attività biologiche.
Le sue proprietà comprovate da numerosi studi , dopo verifica ed approvazione del Ministero della Salute, sono state riportate in etichetta come “qualità salienti”.

Qualità salienti dell’Acqua Cerelia

Può avere effetti diuretici

Favorire l’eliminazione di acido urico

Indicata nelle diete povere di sodio

Indicata nella preparazione degli alimenti dei neonati

USO IN PEDIATRIA

Nelle varie fasi della sua vita il bambino ha esigenze nutrizionali diverse: l’acqua Cerelia grazie alla sua peculiare “facies chimica” è in grado di rispondere a numerose di queste necessità, consentendo di affrontare al meglio sia situazioni fisiologiche che parafisiologiche o francamente patologiche, quali febbre, vomito e diarrea.
Va sottolineato, come per un corretto impiego in ambito pediatrico, un’acqua debba rispondere a requisiti molto più severi che per gli adulti: questi riguardano in particolare il grado di mineralizzazione, il contenuto di nitrati e la presenza di contaminanti sia batteriologici che chimici.
L’acqua minerale naturale Cerelia, per le sue caratteristiche chimico-fisiche trova una indicazione elettiva nell’infanzia, specialmente nell’allattamento artificiale, quale mezzo per la ricostituzione del latte formulato e la diluizione del latte vaccino.
E’ grazie alla sua ipotonicità che l’acqua Cerelia non altera il delicato equilibrio del latte in polvere, esercita una buona azione solvente rendendolo più digeribile (il suo basso potere tampone le consente di richiedere un minore impegno secretivo da parte dello stomaco ) e determina un minor carico renale dei soluti.
A proposito di rene, è noto come nel lattante questo organo non sia ancora completamente maturo, così il flusso plasmatico e la filtrazione glomerulare risultano inferiori a quelli dell’adulto: l’utilizzazione di un’acqua oligominerale, quale è Cerelia, contribuisce ad evitare un carico osmolare di soluti troppo elevato, che potrebbe essere causa di disidratazione ipertonica o potrebbe aumentare il rischio di ipertensione in età adulta: questo riveste molta importanza nei bambini più piccoli e nei prematuri.
Nel lattante il suo uso abituale quale bevanda, contribuisce ad integrare il fabbisogno idrominerale che non potrebbe essere coperto esclusivamente dalla dieta lattea : per le sue caratteristiche saline l’acqua Cerelia soddisfa a pieno a questa esigenza, infatti non sovraccarica il lavoro escretorio renale del bambino e nel contempo apporta quella quantità di sali minerali che vengono a costituire un elemento plastico nella crescita dell’individuo.
Nell’età evolutiva risponde alle necessità di un fisico in fase di intenso accrescimento, contribuendo al conseguimento di un adeguato intake di calcio. Il suo impiego risulta particolarmente utile nei soggetti con intolleranza al latte e ai suoi derivati: è ormai ampiamente dimostrato come le acque con certo contenuto di calcio siano un valido supporto per integrare l’alimentazione del bambino dallo svezzamento in poi.

Caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua oligominerale Cerelia

Calcio (Ca++)

Sodio (Na+)

Idrocarbonato (HCO3¯)

Solfato (SO¯)

Nitrato (NO3¯)

Fluoruro (F )

Silice (SIO2)

Cloruro (Cl¯)

Ammoniaca (NH4+)

Nitriti (NO2 ¯)

Residuo fisso 180°

pH a 20°C

121,0 mg/l

5,9 mg/l

418,0 mg/l

7,6 mg/l

1,3 mg/l

0,15 mg/l

10,0 mg/l

5,6 mg/l

assente

assente

378 mg/l

7,4

LA SICUREZZA IGIENICA

La salubrità e l’igiene sono fra i motivi più importanti che guidano le scelte nutrizionali in ambito pediatrico. L’ acqua minerale Cerelia risponde pienamente a questa esigenza, la sua sicurezza d’impiego è infatti legata:
– alla natura e al la configurazione idrogeografica della fonte che sgorga in una
zona privilegiata da un punto di vista ambientale
– all’ origine profonda che ne garantisce la purezza alla sorgente e la rende sicura
ed affidabile da un punto di vista igienico.
– al confezionamento che consente sia una perfetta conservazione delle
caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche del prodotto sia l’assenza di
contaminazioni batteriologiche
– ai severi controlli che assicurano qualità ed igiene del prodotto dal punto di
captazione dell’acqua fino al punto di vendita.

Il contenuto di nitrati pressochè assenti, fa si che l’acqua rientri a pieno titolo nel ristretto gruppo di acque minerali che rispondono ai requisiti previsti dal Decreto del Ministero della Sanità del 31/05/2001 (Gazz. Uff. N.147 del 27/06/2001). Questo indica come “Acque destinate all’infanzia” elusivamente quelle acque minerali con valori di ” nitrati” inferiori a 10mg/l..
Non bisogna infatti mai dimenticare l’estrema sensibilità dei bambini più piccoli (primi 2-3 mesi all’induzione di metaemoglobinemia da parte dei nitrati e la possibilità della formazione di nitrosamine, potenzialmente cancerogene , in seguito all’ingestione simultanea di nitrati e di alimenti contenenti ammine.
Per questo motivo è opportuno indirizzare la scelta di un ‘acqua ad uso nipiologico verso un acqua che non contenga nitrati in concentrazione superiore a 10mg/l . Va sottolineato come la tossicità dei nitrati, a parità di contenuto, aumenta col diminuire del residuo fisso a 180°C per il venir meno dell’inibizione competitiva all’assorbimento da parte di altri ioni).

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto riportato, si può affermare che l’acqua minerale naturale Cerelia risponde a quei requisiti scientifici e igienico normativi , ampiamente documentati in letteratura, che la rendono pienamente indicata nella dieta del bambino.
Si tratta infatti di un’acqua:
1. Classificabile come oligominerale a prevalenza bicarbonato calcica
2. Batteriologicamente pura
3. Con concentrazione di nitrati pari a 1,1 mg/dl
4. Con tenore di sodio inferiore a 10 mg/dl

BIBLIOGRAFIA

Alla luce di quanto riportato, si può affermare che l’acqua minerale naturale Cerelia risponde a quei requisiti scientifici e igienico normativi , ampiamente documentati in letteratura, che la rendono pienamente indicata nella dieta del bambino.
Si tratta infatti di un’acqua:
1. Azrak B, Callaway A. Reduction of the pH-values of whole saliva after intake of apple juice beverages in children and adults, Oral Health Prev. Dent 2003; 1 (3) :229-36
2. Bellomonte G, Carratu’ B. De Fulvio S et al. L’influenza delle acque di ricostituzione sulla composizione dei latti in polvere destinati alla prima infanzia .Riv. Soc. Ital Sci Alimen 1981:5:331 40.
3. LARN Revisione 1996. Societa’ Italiana di Nutrizione Umana , 1997
4. Federici P.C. Pasqualis P, Moretti P. Marchesi C,: ricerche sperimentali sull’acqua mediominerale bicarbonato-calcica “Cereelia” conservata in bottiglia. La Nazionale Editore 1989
5. Mariani Costantini A, Cannella C, TommasiG: Fondamenti di nutrizione Umana. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 1999
6. L. Martoni:Valutazioni delle proprietà digestive dell’acqua Cerelia impiegata come diluente del latte in polvere-Tip Ferri Editore, Vergato 1950
7. Miccoli G,Menarini C, Soldati R,: Effetti dell’acqua minerale naturale Cerelia nelle malattie renali e epatiche. Folia Hydrologica e Terapeutica. 15,1957
8. Vannozzi G, Leandro G: Lineamenti di dietoterapia e nutrizione clinica. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 1998.
9. Rottoli A.Marangione P. L’acqua nell’alimentazione del bambino sano e malato. Atti XII Incontro di Pratica Pediatrica .Circeo .Italia .9-12 Giugno 1992:95-104.
10. Rottoli A., Banderali G. , Riva E. e Giovannini M. Intake dietetico di calcio nel corso del divezzamento in relazione all’impego di un’acqua bicarbonato-calcica .Riv. Ped. Prev. e Soc. 43 (5-6) :193 -198, 1993.
11. Rottoli A., Banderali G., Riva E. e Giovannini M. Influenza di un’acqua medio-minerali sull’osmolaita’ e sul potenziale carico renale dei soluti (PCRS)del latti formulati ricostituiti. Riv. Ped. Prev e Soc. 43 (5-6) :199 -203 , 1993.
12. Zanasi A, Fatone F. Calcolosi renale e delle vie urinarie. Diagnosi e Terapia 7: 48-50, 2007
13. Ziegler EE. Fomon SJ.Fluid intake, renal solute load and water balance in infancy.J Pediatr 1991 :8:561-68

UROLOGIA

 

Istituto di Idrologia Medica e Terapia Fisica

L’acqua CERELIA oligo-minerale-bicarbonato-alcalina-terrosa ricca di silicati, è particolarmente indicata nelle affezioni morbose da alterato ricambio dell’acido urico e da diatesi precipitante (uricemia, calcolosi, ecc.), nonché negli stati infiammatori cronici delle vie urinarie (cistiti, pieliti, ecc.); inoltre per la sua azione depurativa e disintossicante, può utilmente somministrarsi anche in alcune malattie del fegato (calcolosi biliare, colicistite, congestione ed insufficienza epatica), infine, per tutte le sue proprietà chimiche, per la sua purezza, la sua notevole leggerezza ed il suo gradevole sapore, stimola anche l’appetito e facilita la digestione; e pertanto può essere considerata fra le migliori acque minerali naturali.

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ACQUA OLIGOMINERALE CERELIA: DALL’APPENNINO BOLOGNESE UN’ACQUA FRA LE PIÙ PURE ESISTENTI. INDICAZIONI IERI ED OGGI IN UROLOGIA.
Dott. Alessandro Bertaccini, Dott. Marco Borghesi.
Clinica Urologica Alma Mater Studiorum Università di Bologna Maggio 2008

BACKGROUND STORICO

La sorgente ‘Cerelia’ sgorga sull’Appennino Bolognese, a circa 700 metri sul livello del mare, in località Cereglio, ridente e salubre cittadina del comune di Vergato, distante 48 Km da Bologna.
Dalla lettura dei testi storici sembra che l’acqua locale fosse molto apprezzata e nota da tempo dalle popolazioni residenti per le sue benefiche virtù, senza tuttavia notizie certe del suo impiego a scopo ‘terapeutico’ fino al XIX secolo.
Durante l’epidemia di colera del 1855, i cronisti del tempo osservarono una morbilità e mortalità molto basse nella zona di Cereglio, ipotizzando l’esistenza di effetti protettivi posseduti dal clima e dall’acqua della zona.
Nel 1903, su consiglio dell’Ufficio Provinciale di Igiene di Bologna, l’acqua fu sottoposta ad analisi chimica, chimico-fisica e batteriologica; il risultato positivo di queste prime indagini mise in moto una catena di interventi che portò, intorno agli anni ’50, alla realizzazione di strutture per la valorizzazione delle acque di Cereglio, sino alla costruzione degli attuali impianti di mescita e di imbottigliamento.

ANALISI CHIMICO-FISICA E BATTERIOLOGICA

Dalle analisi chimiche e chimico-fisiche condotte dall’ Agenzia ARPA dell’ Emilia-Romagna (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente, vedi tabella 1) risulta come l’acqua Cerelia sia una tipica acqua medio-minerale bicarbonato-alcalino-terrosa, i cui bassissimi valori di nitriti e nitrati la rendono una delle acque più pure esistenti.

PROPRIETÀ FISICHE E PARAMETRI CHIMICO-FISICI

TEMPERATURA ACQUA

CONDUTTIVITA’ A 20ºC

pH

8ºC

599 S/cm

7,4

VALUTAZIONI CHIMICHE

RESIDUO FISSO A 180ºC

378 mg/l

SOSTANZE DISCIOLTE IN 1 LITRO

Na+

K+

Ca++

NO2

NO3-

Cl-

F-

HCO3-

SO4–

SiO2-

6,3 mg/l

0,57 mg/l

119,7 mg/l

<0,01 mg/l

0,9 mg/l

4,4 mg/l

0,11 mg/l

412 mg/l

6,0 mg/l

4,80 mg/l

L’analisi batteriologica, condotta su un campione di acqua prelevata direttamente alla sorgente, e successivamente seminata in piastre di agar con un periodo di incubazione di 48 ore, ha rivelato la completa assenza di Colibatteri, Streptococchi fecali, Pseudomonas Aeruginosa e Saphilococcus Aureus, con una carica microbica a 20º C minore di 8 CFU/ml; per questo motivo l’acqua Cerelia è da considerarsi batteriologicamente purissima.

CICLO PRODUTTIVO E PROPRIETA’ BIOLOGICHE

Il ciclo produttivo dell’Azienda si articola in due separate linee di imbottigliamento: la prima è dedicata al confezionamento dell’acqua in bottiglie di vetro a rendere, mentre la seconda in bottiglie di vetro a perdere ed in PET (Poli Etilene Tereftalato). Attraverso tubature in acciaio inox periodicamente sottoposte a pulizia e manutenzione, l’acqua passa dalle sorgenti alla bottiglia, entrando in un brevissimo contatto con l’aria solo durante il passaggio dall’imbottigliatore alla confezione.
Per tale motivo, le sue caratteristiche benefiche e terapeutiche rimangono immutate proprio come se consumata appena attinta dalla sorgente. La conservazione in bottiglie di vetro consente all’acqua di mantenere intatte per tempo ‘indefinito’ le proprie caratteristiche biologiche; il confezionamento in bottiglie di polietilene (PET, materiale accuratamente selezionato e controllato) ha dimostrato non alterare le proprietà biologiche dell’acqua, nonché l’assenza di cessione di sostanze tossiche (attraverso la prova di cessione, periodicamente eseguita nello Stabilimento). A riguardo, uno studio condotto da Federici et al.[1], finalizzato a verificare se le proprietà biologiche dell’acqua Cerelia si conservassero anche dopo un lungo periodo di imbottigliamento (>120 giorni), ha dimostrato la completa permanenza a distanza di tempo della sua azione eumetabolica, in assenza di alcuna variazione chimico-fisica. Comunque consigliamo di attenersi alla scadenza indicata sulla bottiglia e, specie per le bottiglie in polietilene, di non esporle ai raggi solari o ad intense fonti di calore.

CERTIFICAZIONI

Acqua Cerelia ha ottenuto, nel corso degli anni, prestigiosi riconoscimenti internazionali: è stata, infatti, la prima acqua in Italia a ricevere la certificazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme, sistema comunitario di Ecogestione e Audit) nonché la prima al mondo ad aver beneficiato della certificazione EPD (Enviromental Product Declaration). E’ tutt’ora in corso uno progetto proteso a dimostrare come gli impianti di produzione determinino l’emissione di una bassissima quantità di CO2, sottolineando ulteriormente il basso impatto ambientale dello stabilimento e del ciclo produttivo.

INDICAZIONI IN UROLOGIA

Nell’ambito della litiasi urinaria, malattia che affligge l’uomo fin dall’antichità, una prolungata terapia idropinica con acqua Cerelia ha dimostrato svolgere un importante effetto profilattico e curativo, grazie alle sue caratteristiche chimiche ed alla particolare composizione salina. Indipendentemente dagli elementi strutturali dei calcoli, infatti, essa promuove il lavaggio dell’intero albero urinario, una esaltazione della diuresi, una diluizione dei sali presenti nell’urina ed un aumento dell’attività peristaltica delle vie escretrici [2].
Tali attività, non solo hanno un effetto protettivo e preventivo per chi soffre di calcolosi delle vie urinarie, ma assicurano anche un effetto protettivo nei confronti delle infezioni delle basse vie urinarie (essendo i batteri spesso presenti nei calcoli e nella renella!) e dei LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms, sintomi delle basse vie urinarie). Spesso, se associata all’idonea terapia antibiotica, favorisce il precoce sollievo dai sintomi irritativi (LUTS), una riduzione della carica batterica ed una più rapida guarigione.
Da uno studio condotto da Zucchelli et al[3] presso la Divisione di Nefrologia e Dialisi dell’ Università di Bologna, è possibile altresì osservare come, dopo l’assunzione a digiuno di acqua Cerelia alla dose di 2000 ml/die per 30 giorni, si abbia una riduzione statisticamente significativa dell’uricemia (5.17 mg/dl vs. 6.34 mg/dl), un aumento dell’uricosuria (497 mg/die vs. 458 mg/die) e, quindi, un netto incremento della clearance dell’acido urico.

CONCLUSIONI

In ambito urologico l’acqua Cerelia ha posseduto e possiede indiscutibili attività preventive e terapeutiche, così come è stato dimostrato da studi sperimentali. Il consumo dell’acqua Cerelia è dunque indicato in tutti i casi di malattie del ricambio dell’acido urico, sia di natura primitiva che secondaria (neoplasie, trattamento con antiblastici, stati infiammatori cronici, malattie autoimmuni), e favorisce la prevenzione dell’insorgenza delle patologie ad esse correlate (litiasi urinaria, nefropatia uratica, artrite gottosa, etc).
L’acqua minerale naturale Cerelia possiede quindi un valido ruolo profilattico e terapeutico nei confronti di tutte le affezioni che comportano un aumento dell’escrezione di acido urico e quindi una ‘diatesi litiasica’. In particolare va sottolineato come il metabolismo dell’acido urico aumenti in molte delle neoplasie uro-oncologiche (in condizioni di base e soprattutto durante e dopo un trattamento specifico), malattie che sono oggigiorno ampiamente diffuse nella popolazione generale soprattutto dopo una certa età (sono complessivamente al primo posto come frequenza nei paesi occidentali!). Grazie alle sue virtù ‘salutari’ ed alla sua purezza batteriologica, è un acqua particolarmente adatta per i pazienti uro-oncologici (pazienti immunodepressi con facilità alle complicanze infettive e spesso con alterato metabolismo dell’acido urico!), potendone ridurrre il rischio di complicanze litiasiche e di sintomi irritativi delle basse vie urinarie; contribuisce inoltre al ‘benessere generale’ di tutto l’organismo, e quindi anche al miglioramento della qualità di vita dei pazienti stessi.

1. P.C. Federici, A. Pasqualis, P. Moretti, C. Marchesi: Ricerche sperimentali sull’acqua mediominerale bicarbonato-calcica ‘Cerelia’ conservata in bottiglia. Estratto da ‘Attività della cattedra di Idrologia Medica di Parma negli anni 1978-1979′, Parma.
2. G. Bettagno: Trattamento idropinico, dietetico e medicamentoso della calcolosi urinaria. Verona, 1979.
3. P. Zucchelli, G. Miccoli, C.G. Montagna: Comunicazione al XLVI Congresso Nazionale dell’ Associazione Medici Italiani di Idro-Talassologia e Terapia Fisica, Fiuggi, 24-26 Marzo 1979.

GASTROENTEROLOGIA 2000

 

Prof. Enrico Roda Università Alma Mater Studiorum Bologna

Una corretta alimentazione è ritenuta oggi fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche. In presenza di queste patologie la dieta rappresenta il primo intervento terapeutico che viene intrapreso e, talvolta, risulta tanto efficace nel correggere le alterazioni metaboliche da evitare l’intervento farmacologico. Le più recenti statistiche di mortalità indicano che nei paesi occidentali la causa più frequente di morte è rappresentata dalle malattie cardiovascolari e neoplastiche. E’ stato dimostrato che le modifiche delle abitudini di vita, in particolare delle abitudini alimentari che si sono verificate nei paesi industrializzati negli ultimi decenni, hanno contribuito al determinismo di queste malattie.
I fattori di rischio che risentono maggiormente degli errori alimentari sono le dislipidemie, il diabete, l’ipertensione arteriosa e l’obesità. I livelli plasmatici delle lipoproteine e il colesterolo sono direttamente influenzati dall’alimentazione, soprattutto dagli acidi grassi e dal colesterolo contenuto negli alimenti e, in misura minore, da proteine vegetali, fibre vegetali e più in generale dalla quantità di calorie introdotte. L’aumentato consumo di grassi saturi, la riduzione in quello di alimenti non raffinati ricchi in fibre vegetali e l’aumento di quelli ad alto contenuto in calorie (grassi e zuccheri), caratteristiche sempre più frequenti del tipo di alimentazione abituale della società moderna, si accompagnano ad un progressivo aumento di incidenza delle malattie dismetaboliche per l’affermarsi di stili di vita caratterizzati da un’assunzione alimentare in eccesso dal punto di vista calorico e spesso sbilanciata da un punto di vista qualitativo, a partire fin dall’infanzia. L’importanza dell’alimentazione nell’influenzare lo stato di salute in grandi fasce della popolazione appare sempre più evidente non solo ai medici, ma anche all’opinione pubblica.
Alla luce di queste premesse, l’idroterapia può rappresentare una terapia adiuvante utile , anche e soprattutto a scopo profilattico, perché capace di ridurre alcuni fattori di rischio, quali l’ipercolesterolemia e l’iperuricemia.
L’impiego delle acque minerali come elemento integrante della normale alimentazione è un fenomeno in costante crescita dagli anni ’70. Dai primi del secolo, per oltre 50 anni, l’uso dell’acqua minerale era sostanzialmente legato ai suoi aspetti medici e terapeutici: l’acqua in bottiglia non serviva per dissetare, ma per portare a domicilio i benefici di quelle acque che altrimenti si sarebbero potute bere solo presso lo stabilimento termale. Dagli anni 80 in poi il decadimento qualitativo delle acque di rubinetto e la contaminazione delle normali acque potabili ha fatto si che l’acqua minerale divenisse una necessità per tutti. Alle soglie del 2000 il ruolo dell’acqua è sempre più importante ed è in un ottica dietetico-nutrizionale che l’acqua minerale può essere considerata un alimento che contribuisce al benessere psico-fisico dell’individuo.
Appare oramai evidente che l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute e nel suo controllo nel soggetto sano e nella prevenzione del cancro.
L’elevata incidenza di tumori nella società moderna è tra le cause di morte più importanti (si calcola che circa il 20% del totale di decessi sia correlato a malattie neoplastiche). Nell’uomo, strette relazioni epidemiologiche esistono tra consumo di grassi e tumore della mammella nella donna e carcinoma del colon, sia nel maschio che nella femmina, in particolare nei paesi in via di sviluppo.

Il nostro organismo è composto da acqua in percentuale variabile in base all’età e al sesso; nell’infanzia l’acqua rappresenta ben l’ 80% del peso corporeo; varia dal 60 al 65% in un soggetto tra i 10 e i 20 anni, fino al 50 % circa dei soggetti con più di 60 anni. In un organismo adulto l’acqua rappresenta il 60% circa del peso corporeo; di questo 60%, il 40 % è contenuto all’interno delle cellule (compartimento intracellulare), mentre il restante 20% costituisce il compartimento extracellulare.
La richiesta abituale di acqua è di circa 2 litri e mezzo al giorno che corrisponde grossomodo alla perdita idrica giornaliera. L’apporto di acqua al nostro organismo deriva dalla frazione di acqua bevuta, che è in funzione della sete, dalla quota contenuta negli alimenti e dall’acqua endogena (circa 300 ml) derivante dal catabolismo dei substrati glucidici, proteici e lipidici. Le perdite di acqua vengono dalle urine (circa 1500 ml), dalle feci (100-200 ml) e dal sudore (800 ml). Nell’uomo le perdite idriche sono mantenute normalmente sotto lo 0.2% del peso corporeo; quando superano lo 0.5% insorge la sete. La sete è ” una sensazione” che al pari di altre permette con i suoi segnali, di mantenere l’ambiente interno entro limiti oltre i quali si verificherebbe una alterazione degli equilibri indispensabili per il buon funzionamento di un organismo complesso come quello umano.
Il mantenimento del giusto equilibrio è indispensabile per la vita e per il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche. L’acqua funge da solvente universale, trasporta i principi nutritivi in tutte le cellule, provvede al mantenimento della temperatura corporea ed elimina le scorie cataboliche del nostro organismo.
Particolarmente sensibili agli effetti della disidratazione sono i pazienti anziani e i neonati. Le acque minerali sono diversi sostanze minerali sciolte in soluzione.
La mineralizzazione delle acque avviene nel corso della loro circolazione sia in superfice che profonda e il loro contenuto di sali dipende essenzialmente dal contatto più o meno prolungato con un determinato tipo di terreno. Tutte le acque potabili contengono sali minerali; la legge tuttavia consente di chiamare minerale solo l’acqua che il Ministero della sanità ha riconosciuto possedere “proprietà salutari”. La Legge vieta qualsiasi trattamento risanante sull’acqua minerale: l’acqua minerale deve essere batteriologicamente pura e priva di inquinamenti alla sorgente; essa va inoltre imbottigliata così come sgorga alla fonte.

Al medico viene sempre più frequentemente richiesto un consiglio su quale acqua minerale sia più idonea alle diverse malattie; le numerose caratteristiche delle acque minerali sono legate al ruolo che gli ioni inorganici in esse contenuti svolgono e dipendono quindi dalla specifica composizione di ciascuna acqua. A questo proposito risulta molto importante l’azione degli oligoelementi, di quei minerali cioè che sono presenti nell’organismo in quantità molto bassa. Si ritiene che tali oligoelementi agiscano favorendo con la loro presenza le attività enzimatiche cellulari. I principali oligoelementi sono rappresentati da cromo, ferro, iodio, manganese, molibdeno, rame, selenio e zinco.

La classificazione CEE distingue le acque minerali in tre categorie in base al residuo fisso a 180°:
– Acque minerali minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore a
50mg/l
– Acque minerali oligominerali o leggermente mineralizzate: residuo
fisso compreso tra 50 e 500 mg/l
– Acque minerali ricche di sali minerali: residuo fisso superiore a
1500 mg/l.
L’ Acqua Cerelia è una medio-minerale bicarbonato alcalino terrosa, ricca di silicati e batteriologicamente purissima, che trova da anni elettiva indicazione nella alimentazione dei pazienti epatopatici, grazie alla sua bassa concentrazione di sodio, e per le sue caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche che le conferiscono un alto potere digestivo, trova particolare indicazione nell’infanzia e specialmente nell’allattamento artificiale.
La somministrazione dell’acqua Cerelia induce una diuresi moderatamente osmotica, con aumento più importante di quegli elettroliti quali il sodio e il potassio, che costituiscono gli ioni fondamentali della forza ionica urinaria. Per tale effetto diuretico l’acqua Cerelia è particolarmente indicata nella litiasi renale, specie quella uratica, dove grazie al suo pH di 7.33 previene la precipitazione di cristalli di acido urico, facilitandone l’eliminazione e confermando che nella urolitiasi la terapia idropinica se ben condotta, si associa a risultati clinici soddisfacenti con eliminazione del calcolo e/o diminuzione delle recidive.

RELAZIONE CLINICO-FARMACOLOGICA

 

Università di bologna

dell’Istituto di Istituto di Idrologia Medica e Terapia Fisica

La sorgente Cerelia eroga dal sottosuolo nella località Pradavena, una piccola vallata a 755 m.s.m. in vicinanza di Cereglio, Comune di Vergato (Bologna). Da oltre mezzo secolo le popolazioni locali e limitrofe utilizzano a scopo terapeutico questa sorgente, consigliate anche dai medici dei paesi circostanti, che constatarono più volte i benefici effetti terapeutici dell’acqua in malattie dell’apparato urinario ed anche in epatopatie.

Abbiamo studiato anzitutto alcuni aspetti farmacologici elementari dell’acqua con particolare riguardo al suo potere di solubilità dell’acido urico. In una serie di ricerche viene attuata la seguente esperienza: in 100 cc. di acqua minerale Cerelia e rispettivamente in 100 cc. di acqua distillata si sciolgono gr.0,02 di acido urico; vengono quindi messe in una serie di 10 provette, quantità crescenti, da 1 a 10 cc. delle soluzioni di acido urico in acqua minerale analogamente, e in un’altra serie di 10 provette, quantità crescenti, da 1 a 10 cc. della soluzione di acido urico in acqua distillata Tutte le provette vengono poi riportate al volume di 10 cc. con acqua distillata. La lettura dei risultati si esegue dopo cinque ore a temperatura ambiente e dimostra che, mentre nelle provette con acqua distillata l’opalescenza compare nella quarta provetta e va gradualmente accentuandosi con l’aumentare della quantità di acido urico, al contrario tutte le provette con acqua Cerelia sono perfettamente limpide.

In una seconda esperienza si procede come segue: in un litro di acqua distillata e rispettivamente in un litro di acqua minerale Cerelia si scioglie acido urico fino ad ottenere un leggero intorpidimento, la soluzione viene mantenuta a temperatura ambiente per 24 ore e si constata che, mentre per ottenere un leggero intorpidimento nel litro di acqua distillata occorrono mmg. 87 di acido urico, per ottenere lo stesso intorpidimento nel litro di acqua minerale Cerelia occorrono mmg. 240 di acido urico, una quantità cioè all’incirca tre volte superiore.

I risultati conseguiti nelle sopracitate esperienze sono da attribuirsi all’alcalinità dell’acqua minerale Cerelia ed alla presenza in essa di silica in quantità non piccola, è noto infatti il potere solubilizzante che i silicati dimostrano in vitro sull’acido urico. Passando da queste nuove prove farmacologiche all’osservazione clinica, si è studiata l’azione terapeutica dell’acqua Cerelia in un gruppo di 14 soggetti portatori d’affezioni morbose varie all’apparato urinario e precisamente 4 casi di calcolosi renale, 1 di calcolosi uretrale, 6 casi di cistite cronica, 3 casi d’albuminuria secondaria e nefrite acuta tonsillogena.

RISULTATI TERAPEUTICI

I 4 casi di calcolosi renale hanno risposto favorevolmente al trattamento con acqua minerale.

Trattasi di tre soggetti in età media (dai 40 ai 50 anni) che avevano sofferto anche nel recente passato di coliche renali con sintomatologia tipica: il quarto, di 65 anni, aveva subito nel 1949 l’asportazione di un grosso calcolo renale. In tutti e quattro era presente, all’atto della somministrazione dell’acqua minerale, uno stato di calcolosi renale latente, con dolenza lombare persistente, a volte con irradiazioni dolorose anteriormente, verso il pube ed il testicolo; prova del Giordano positiva, urine frequentemente torbidocce, ematuria microscopica e numerosi globuli bianchi nel sedimento urinario, diuresi media 900-1000 pro-die, nel soggetto senile, già operato pollachiuria (frequenza dieci-dodici volte al giorno, due-tre volte nella notte). In questi 4 casi di calcolosi renale latente, si ebbe a notare, fin dai primi giorni della somministrazione idropinica, un notevole aumento della diuresi acquosa, che portava la media sui 1500-1800 cc. pro-die, mentre i valori del peso specifico delle urine e del loro tasso di escrezione dell’urea e dei cloruri si abbassavano, nel soggetto con pollachiuria la frequenza delle minzioni tornò quasi alla normalità (5-6 volte di giorno e 1 di notte); il sedimento inoltre dimostrava la scomparsa dell’ematuria microscopica e la notevole diminuzione dei globuli bianchi. La sintomatologia clinica pure si modificò favorevolmente; i malati notarono una cospicua diminuzione del senso gravativo alla regione lombare, mentre all’obiettività la prova di Giordano ere intensamente positiva.

Nel caso di calcolosi uretrale trattatasi di una giovane donna di 21 anni che da un anno lamentava dolori gravativi al fianco destro, specie dopo affaticamento; il 17-07-50 è colta da fortissimi dolori al fianco destro con irritazioni in avanti ed in basso, vomito, febbre a 37,8; le urine appaiono rossastre. La colica dura per tre giorni, da tal epoca accusa sempre un dolore gravitario al fianco destro.La cistoscopia rivela sbocchi in sede, quello di destra un poco edematoso si cateterizza inoltre l’uretere destro e la sonda penetra facilmente ed ascende per circa 8 cm. La urografia a vuoto (26-8-50) dimostra allo stretto inferiore dello scavo pelvico la presenza di un’ombra calcarea, di forma allungata, della grandezza di un fagiolo, situata un poco a destra della linea mediana, verosimilmente riferibile, per le sue caratteristiche, ad un calcolo ureterale.

Diuresi media: 500-600 cc. il giorno. Nelle urine: P.S. 1008-1010, tracce d’albumina e di sangue; nel sedimento abbondantissimi leucociti in parte degenerati, e numerose emazie.